venerdì, 03 ottobre 2008

Nella stanza grigia aleggiava un aria pesante di sudore e sporcizia.. purtroppo dovevo ammettere che starsene incatenata a quella fredda parete di pietra senza possibilità di un bagno o di un cambio abiti, non migliorava affatto la situazione igienica.. dovevano essere passate almeno due settimane da quando avevo perso conoscienza nel mezzo del campo di battaglia.. la magia mi aveva svuotata dentro e mi ero afflosciata come un sacco vuoto.. da quando mi ero risvegliata avevo ricevuto solo le visite dei carcerieri che portavano il pranzo e quelle ben più rare dell'usufruitore dalle vesti azzurre.. le catene ai polsi cominciavano veramente ad essere insopportabili: maledetti ceppi di costrizione, erano costruiti in modo tale che chi li portava non potesse fare uso della magia.. non un ombra di potere magico poteva lasciare il mio corpo.. studiai di nuovo la situazione, ma era egualmente senza speranza come un minuto prima.. il giorno precedente lo stregone dall'accento nordico aveva portato tre grosse dita con sè.. le dita tozze e pelose di un minotauro.. le dita di Grog.. poi aveva ripetuto le sue domande: "dove si nasconde il vostro Generale? come è possibile raggiungerlo? come comunicate tra voi?".. beh, non essendo mai stata brava a trattenere le emozioni come gli altri usufruitori di magia, avevo scalciato ed urlato, offeso l'uomo con tutta la sua stirpe e le generazioni future e passate.. l'unico risultato erano stati due secchi schiaffi sulla mia faccia ed una promessa di portarmi la testa della mia guardia del corpo.. c'era una buona possibilità che avessi pianto, durante la notte.. con la coda dell'occhio notai un movimento leggero vicino alla mia spalla destra.. voltai la testa lentamente, ritrovandomi faccia a faccia con un disgustoso ragno dalle lunghe zampe: aveva l'addome grasso e molle, di un malsano colore giallognolo, mentre gli arti erano sottili e fragili.. provai repulsione ed un tremito mi attraversò la schiena.. essendo appesa per i polsi alla parete, come un grosso coniglio da scuoiare, non avevo granchè possibilità di movimento.. così continuai a fissare il piccolo essere stasrsene fermo sulla mia inutile spalla.. era l'unico corpo estraneo all'interno della cella: catene, il secchio con i miei rifiuti corporei sotto di me, me, pareti di pietra.. forse per quello l'idea mi arrivò quasi all'istante, come un fulmine: i ceppi di costrizione impedivano alla magia di lasciare il corpo di chi li indossava, ma dall'esterno erano facilmente apribili.. bastava un piccolo tocco magico per renderli perfettamente inutili.. anche il piccolo tocco magico di un insetto ripugnante.. ma per poter lanciare un incantesimo sul ragno, quest'ultimo avrebbe dovuto trovarsi dentro di me.. guardai il piccolo insetto muovere le zampe ed apprestarsi a scendere lungo l'avambraccio.. così inclinai la testa per avvicinarla a lui, il ragno si bloccò a metà movimento ed alzò le zampe anteriori in posizione di difesa, aprendo nello stesso momento le tenaglie che costituivano la bocca.. mentre reprimevo un forte conato di vomito allungai il collo in uno scatto verso l'animale, mentre i muscoli della schiena dolevano per il movimento brusco e per il troppo stare appesa.. chiusi la bocca sul ragno, che mi morse la lingua ed agitava freneticamente le zampe: le sentivo dappertutto, tra i denti, sulle labbra, sulla lingua.. mentre un dolore atroce mi bloccava tutta la bocca.. quel piccolo bastardo doveva essere piuttosto velenoso.. mentre l'insetto si dimenava violentemente all'interno della mia bocca lanciai un incantesimo sullo stesso.. sentii la sua presenza legata alla mia.. sentii paura, confusione.. pesanti gocce di sudore mi solcavano il viso, mentre un tremore diffuso scuoteva il mio corpo.. comandai al piccolo bastardo di smettere di mordermi e di stare fermo.. il ragno smise di dimenarsi.. trasmisi alla sua semplice mente l'immagine delle rune sui bracciali che mi tenevano prigioniera.. poi instillai un poco di potere magico alla creatura.. la sentii contorcersi e sentii la sua paura ed il suo dolore.. avevo la lingua gonfia e volevo solo vomitare.. ripetei il comando: una volta uscito dalla mia bocca non sapevo se il contatto celebrale sarebbe rimasto attivo, non potevo correre il rischio di perdere questa occasione.. così aprii la bocca, il ragno si trascinò fuori.. non usava tutte e otto le zampe, qualcuna doveva essersi spezzata contro i miei denti.. trattenni il fiato mentre il disgustoso animale si posizionava sulle polsiere che mi stringevano.. il ragno toccò con delicatezza le rune magiche.. e l'attimo dopo ero a terra, coi polsi e la lingua dolorante.. sputai sangue ed un liquido nerastro, tossì prima di vomitare sul pavimento della cella..

postato da: TheLordOfTheBirds alle ore 18:52 | Permalink | commenti
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